Sosteniamo le battaglie radicali

Radicali Italiani

L’agenda della politica si infittisce di temi su cui i radicali hanno lottato e lottano spesso da soli: giustizia, finanziamento dei partiti, legge elettorale, liberalizzazioni, mercato del lavoro.

È ancora assente, però, l’analisi del come sia stato possibile che il nostro Paese abbia costantemente perso le occasioni di riforma offerte per trent’anni dai referendum radicali.

Anche di questo si è discusso al Comitato di Radicali Italiani, conclusosi il 22 gennaio con una mozione che ha posto al centro dell’attività la questione democrazia, sul fronte giustizia come su quello del diritto alla conoscenza.

In occasione delle inaugurazioni dell’anno giudiziario,Radicali Italiani ha organizzato delle “contro-inaugurazioni”affinchè si passi dalla fotografia della bancarotta della giustizia ai provvedimenti per ripristinare lo Stato diritto, a partire dall’Amnistia.Manifestazioni si sono tenute davanti alla Cassazione, alle sedi delle Corti di Appello di 12 capoluoghi di regione e in altre città. Il prossimo passo è la presentazione al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa di un dossier che documenta quant o“non fatto” dall’Italia per porre fine alla sistematica violazione dei diritti umani.

Una prima vittoria, intanto, nella battaglia per riportare legalità nella propaganda politica. Parliamo questa volta dei manifesti politici. Mentre alle iniziative di Milano e Caserta delle ultime elezioni comunali si è aggiunta quella in corso a Roma, in Parlamento stavano per approvare l’ennesimo condono alle multe che i partiti devono pagare per le loro affissioni illegali (una stima di almeno 100 milioni di euro). Con azioni dirette nei confronti delle istituzioni siamo riusciti insieme ai parlamentari a sventare il blitz partitocratico, portando il Governo Monti a intervenire.

Prosegue la campagna per l’abolizione del valore legale del titolo di studio, la liberalizzazione delle tasse universitarie e la riforma del sistema di borse di studio. L’appello promosso da Radicali Italiani ha già visto l’adesione di oltre 100 accademici, tra cui Giavazzi, Alesina, Simi, Hack, Pasquino, ed è entrata nell’agenda dello stesso Governo Monti.

Se non lo hai fatto, aderisci e fai conoscere l’appello. Abbiamo predisposto anche delle risposte alle obiezioni più frequenti per spiegare quello che proponiamo.

In questi giorni si parla tanto di finanziamento pubblico dei partiti: dagli investimenti della Lega in Tanzania allo scandalo della Margherita, tornano attuali le ragioni dei referendum radicali per abolirlo. Siccome temiamo che il Parlamento non farà nulla di buono, ci prepariamo ad un nuovo referendum.
Anche per questo, la campagna iscrizioni 2012 è all’insegna del “no al finanziamento pubblico, si all’autofinanziamento!”.
Per sostenere le battaglie che per trent’anni i Radicali hanno combattuto e continuano a combattere  in solitario; per l’attuazione di riforme economiche, sociali e istituzionali; per far fronte alle emergenze causate dall’inagibilità democratica del nostro Paese    
  

Sosteniamo le battaglie radicaliultima modifica: 2012-02-15T17:34:52+00:00da sciasciano
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