Rivoluzione Liberale

Sono felicissimo che i Radicali Italiani abbiano deciso di sostenere Pisapia e di non aver intrapreso altre strade magari in autonomia. Sapere che Milano e i milanesi possano uscire dal ventennio ciellino e leghista è una speranza che illumina i cuori e le coscienze di molti italiani. La liberazione di Milano è importante per creare le premesse per il cambiamento in tutta Italia. L’Italia è in trepida attesa di una nuova politica di ispirazione liberale, libertaria, laica e socialista; sì il socialismo liberale di Carlo Rosselli. Se riprendessimo a parlare di socialismo (ripeto quello liberale) e non più di liberismo che le masse confondono con le libertà della sola borghesia conservatrice a danno delle forze produttive del Paese, forse a sinistra si potrà tornare ad essere credibili.

Ho letto il programma sul lavoro del PD, se si riuscisse un giorno ad attuarne una parte, saremmo di fronte ad una rivoluzione epocale, ma dove si trovano le risorse? Il Pd ha la forza culturale per sostenerlo e trovarne le risorse? I radicali ad oggi sono l’unica forza politica che ha un solido impianto culturale, sperimentato ed elaborato in sessant’anni di lotta al regime partitocratico, illiberale, e anticostituzionale italiano. Mi permetto di ricordare che senza una elaborazione culturale non si può fare politica, e la sinistra italiana di matrice comunista, quale ancora è quella dei quadri dirigenti del PD, ormai orfana del marxismo, non ha sostituito quella cultura con un’altra che ne sia ispiratrice. Al massimo ha il sostegno culturale del cattolicesimo sociale, che nelle componenti presenti nel Partito Democratico, hanno una matrice distante dal cattolicesimo liberale di Dossetti, e che per ciò si conciliano assai poco con l’anima libertaria e laica dell’elettorato di sinistra. A Bersani suggerisco di uscire dal pragmatismo politico e dal tatticismo e di sposare appieno la speranza di milioni di italiani, di rompre gli indugi e parlare di rivoluzione liberale, di parlare di rifome laiche e socialiste, per supportare le forze produttive del Paese, lavoratori sia salariati che non, imprenditori non sovvenzionati dallo Stato, professionisti e artigiani. A tutti si deve chiedere di mettersi in gioco per liberare le forze propulsive del Paese, lasciare che il mercato sia libero sia in entrata che in uscita, ma che per tutti vi sia la possibilità di un walfere che consenta di vivere la vita con maggiore serenità e anche con maggiore fiducia. Un walfere universalistico che non lasci nessuno indietro, per cui non vi siano cittadini lasciati soli a lottare in un mondo globalizzato in cui la concorrenza si è fatta spetata.

Oggi è possibile che le premesse culturali ci siano, che gli italiani siano pronti a nuove sfide, dopo che abbiamo perso tante certezze ritenute acquisite, occorre il coraggio della politica. Non abbiate paura, spalanchiamo le porte alla speranza. La felicità di ogniuno di noi è l’unico supremo bene da perseguire.

Un pensiero mi viene in mente: l’Europa. Come è possibile che nel nostro continente si sia perso nel giro di alcuni anni lo spirito europeista, per cui il nostro Altiero Spinelli ha tanto lottato? E’ possibile cancellare in pochi giorni conquiste faticose come il trattato di Schengen? 

Rivoluzione Liberaleultima modifica: 2011-05-30T12:32:00+00:00da sciasciano
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