01/01/2012

Ralph Waldo Emerson "il padre del trascendentalismo"

Se non possiamo ad un tempo elevarci alla santità dell'obbedienza e della fede, resistiamo almeno alle nostre tentazioni; entriamo in guerra e ridestiamo il coraggio e la costanza di Thor e di Odino nei nostri petti sassoni. Questo deve essere fatto nei nostri tempi tranquilli dicendo la verità. Controlla quel tipo di ospitalità e di affetto che non appaiono sinceri. Non vivere più a lungo in attesa di queste persone ingannate e ingannatrici con cui noi conversiamo. Dì pure a quelle persontrascendentalismo, Ralph Waldo Emersone: o padre, madre, moglie, fratello, amico, io finora ho vissuto con voi secondo le apparenze. D'ora innanzi voglio vivere secondo verità. Sia chiaro a tutti voi che d'ora in avanti io non obbedirò a nessun'altra legge che a quella eterna. Non sarò legato da patti, ma dalla prossimità. Cercherò di nutrire i miei genitori, di sostenere la mia famiglia, di essere il casto marito di una sola moglie, ma queste relazioni le devo realizzare in un modo nuovo mai sperimentato prima. Faccio appello alle vostre tradizioni. Devo essere me stesso. Non posso più rovinare me stesso per voi, o rovinare voi. Se potete amarmi per quello che sono saremo tanto più felici. Se non potete, io cercherò ancora di meritare che voi mi amiate. Non nasconderò i miei gusti o le mie avversioni. Così sarò certo che ciò che è profondo e sacro, che farò con forza davanti al sole e alla luna qualunque cosa mi procuri internamente gioia e che il cuore mi indichi. Se sei nobile ti amerò; se non lo sei, io non ferirò né te né me stesso con ipocrite attenzioni. Se tu sei in una tua particolare verità che non coincide con la mia, rimani fedele ai tuoi compagni, io cercherò i miei. Mi comporto in questo modo non per egoismo ma umilmente e sinceramente. È tuo interesse, e mio, e di tutti gli uomini vivere nella verità, per quanto a lungo abbiamo indugiato nella menzogna. Questo ti sembra oggi troppo duro? Amerai ben presto ciò che è dettato dalla tua natura così come dalla mia, e se seguiamo la verità essa alla fine ci porterà fuori in salvo. Ma in questo modo puoi procurare dolore a questi amici. Sì, ma io non posso vendere la mia libertà e il mio potere, per salvare la loro sensibilità. Inoltre, tutte le persone hanno i loro momenti di discernimento, quando guardano alla ragione dell'assoluta verità; allora essi mi giustificheranno e faranno la stessa cosa.

estratto dal sito: http://www.pensieriparole.it/aforismi/autori/r/ralph-wald... 

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02/12/2011

Riforma del Mercato del lavoro: la proposta Ichino

Più volte da questo blog si è parlato di mercato del lavoro. Non sfugge ai più quella che è da sempre la mia posizione, sicuramente di stampo liberale, nel senso più ampio del termine. Pertanto chi come me crede in un liberalismo nuovo e moderno che ingloba al suo interno le posizioni del socialismo liberale, non può non prendere in attenta considerazioni le proposte avanzate dal Professore Pietro Ichino per la "Riforma del mercato del lavoro" la cosiddetta Flexsecurity. 

L'impianto della riforma mi sembra assai equilibrato, non lede i diritti acquisiti, e consente a chi ha un rapporto di lavoro precario, oggi il 50% dei lavoratori, di poter godere delle tutele che oggi sono riservate ai lavoratori dipendenti.

Note sono le obiezioni che, soprattutto dalla CGIL, vengono opposte a questo progetto di riforma, la più importante è quella che per i neo-assunti non vi sarebbe la piena tutela dell'art. 18 dello statuto dei lavoratori, così come vige oggi nelle aziende con più di 15 dipendenti. Credo che a tal proposito basti ricordare come tale disciplina (il cosiddetto reintegro nel posto di lavoro) è vigente solo in Italia e tale disciplina penalizza le decisioni delle aziende allo sviluppo produttivo.

Se una critica a questo impianto di riforma può essere avanzata, dal mio punto di vista, è che manca in Italia come invece vige in altri Paesi, una disciplina del reddito minimo, che consente al lavoratore disoccupato di poter usufruire di un reddito per un periodo superiore ai tre anni (il tempo prefisso dalla riforma Ichino per l'indennità di disoccupazione). Ma tale proposta esula dalla riforma del mercato del lavoro, anche se ne è il necessario coronamento.

Consentitemi come sempre ho fatto di includere nelle mie considerazioni quelle sicuramente più illuminanti ed esaustive del Prof. Ichino, a cui va tutta la mia stima e solidarietà. In allegato troverete la proposta di riforma presente nel sito http://www.pietroichino.it  

 

Per la riforma del diritto del lavoro: tutti a tempo indeterminato, con un contratto più flessibile, ma con maggiore sicurezza nel caso di perdita del posto

-     Propongo di promuovere una grande intesa tra lavoratori e imprenditori, nella quale questi ultimi rinunciano al lavoro precario in cambio di un contratto di lavoro a tempo indeterminato reso più flessibile con l’applicazione di una tecnica di protezione della stabilità diversa da quella attuale per i licenziamenti dettati da motivo economico-organizzativo.
     La cosa può funzionare così:
- d’ora in poi tutti i nuovi rapporti di lavoro, esclusi soltanto quelli stagionali o puramente occasionali, si costituiscono con un contratto a tempo indeterminato, che si apre con un periodo di prova di sei mesi;
- la contribuzione previdenziale viene rideterminata in misura uguale per tutti i nuovi rapporti, sulla base della media ponderata della contribuzione attuale di subordinati e parasubordinati; una fiscalizzazione del contributo nel primo anno per i giovani, le donne e gli anziani determina la riduzione del costo al livello di un rapporto di lavoro a progetto attuale; la semplificazione degli adempimenti riduce drasticamente i costi di transazione;
- dopo il periodo di prova, si applica la protezione prevista dall’articolo 18 dello Statuto per il licenziamento disciplinare e contro il licenziamento discriminatorio, per rappresaglia, o comunque per motivo illecito;
- in caso di licenziamento per motivi economici od organizzativi, invece, il lavoratore riceve dall’impresa un congruo indennizzo che cresce con l’anzianità di servizio;
- viene inoltre attivata un’assicurazione complementare contro la disoccupazione, che porta il trattamento complessivo a un livello paragonabile a quelli scandinavi: durata pari al rapporto intercorso con limite massimo  di tre anni, con copertura iniziale del 90% dell’ultima retribuzione, decrescente nei due anni successivi fino al 70%), condizionata alla disponibilità effettiva del lavoratore per le attività mirate alla riqualificazione professionale e alla rioccupazione;
- l’assicurazione e i servizi collegati, affidati ad agenzie scelte dalle imprese o ad enti bilaterali costituiti di comune accordo con i sindacati, sono finanziati interamente a carico delle imprese stesse (con un contributo il cui costo medio è stimato intorno allo 0,5% del monte salari): più rapida è la ricollocazione del lavoratore licenziato, più basso è il costo del sostegno del reddito per l’impresa: donde un forte incentivo economico all’efficienza dei servizi di outplacement;
- il compito del giudice è limitato a controllare, su eventuale denuncia del lavoratore, che il licenziamento non sia in realtà dettato da motivi illeciti (per esempio: licenziamento squilibrato a danno di persone disabili, donne, lavoratori sindacalizzati, ecc.); il “filtro” dei licenziamenti per motivo economico è costituito invece essenzialmente dal suo costo per l’impresa.

     Ho tradotto questo progetto per la transizione alla flexsecurity in due saggi pubblicati, nell’ottobre 2008 e nel settembre 2009, sulla rivista ItalianiEuropei e in due disegni di legge: uno presentato con altri 34 senatori del PD il 25 marzo 2009 (n. 1481/2009) e uno presentato con altri 54 senatori del PD l’11 novembre 2009 (n. 1873/2009). Nel dicembre scorso il progetto ha avuto il sostegno esplicito dell’allora Segretario del Partito Walter Veltroni e del Coordinatore del Governo-ombra Enrico Morando. Il testo dei disegni di legge e tutti gli altri documenti disponibili nel sito  relativi al progetto sono agevolmente accessibili attraverso il Portale della semplificazione e della flexsecurity.
     Sul terreno della riforma della disciplina del rapporto individuale di lavoro, il 9 luglio 2008 ho anche presentato – insieme ai senatori Treu, Roilo, Nerozzi, Passoni e alcuni altri - il disegno di legge n. 884 sulle dimissioni del lavoratore mirato a introdurre una nuova disciplina efficace, senza costi per le imprese e i lavoratori, contro il fenomeno delle “dimissioni in bianco”, dopo l’abrogazione della legge del 2007.

18731 Progetto di legge Ichino per la Riforma del Mercato del lavoro.pdf

 

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29/11/2011

I doveri della libertà

EMMA BONINO

I doveri della libertà

 
 
28-11-2011

Da qualche giorno è in distribuzione nelle librerie “I doveri della libertà”, libro-intervista con Emma Bonino, curata dalla giornalista Giovanna Casadio (Laterza, pagg.157, 12 euro). Il libro è strutturato in nove capitoli: “Senza Stato di diritto, non ci sono diritti”; “Larning by doing: imparare facendo”; “La caricatura della libertà: tra pubblici divieti e licenze private”; “Dov’è l’Europa”; “Il mercato, la libertà, le regole”; “L’altra metà del mondo”; “Il corpo della politica”; “Conflitti, pacifismo e nonviolenza”; “Libertà d’informare, diritto di sapere”. Da “I doveri della libertà”, proponiamo alcune pagine.

Senza libertà d’informazione la democrazia è bloccata?

“Diciamo meglio: senza libertà d’informazione la democrazia è impraticabile. La democrazia è governo del popolo (preferirei dire, dei cittadini, attraverso le leggi e le istituzioni; e per citare Popper, in una società aperta è l’informazione che consente la circolazione delle idee senza la quale il ‘governo del popolo’ è impossibile. L’opinione pubblica deve avere gli strumenti per valutare l’accountability, l’attendibilità del potere esecutivo, della classe dirigente e, in generale, del sistema istituzionale/amministrativo. Il criterio secondo cui occorre conoscere per scegliere e deliberare è fattore essenziale per frequentare efficacemente lo spazio democratico. E per ‘conoscere’ io intendo la possibilità – garantita – del contraddittorio, quello vero, non la sua caricatura, quella che vediamo in TV con la cosiddetta par condicio (il requisito dell’equal time non è una garanzia sufficiente, è solo una necessaria cornice): io ho le mie idee e le confronto con le tue, non ti anniento annientando la tua voce. Basta rendere l’altro invisibile sui media per escluderlo dal consesso di quelli che stanno seduti al tavolo.

 

è attualmente Vicepresidente del Senato della Repubblica, eletta nell'aprile 2008 nelle liste del Partito Democratico. Nella scorsa legislatura è stata Ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee nel governo Prodi II e deputato della Rosa nel pugno.

 

Gianni Betto, in un’analisi minuziosa condotta per il Centro d’ascolto d’informazione radiotelevisiva, fotografa il quadro desolato dell’informazione TV, che resta – secondo il rilevamento Istat del 2009 – il mezzo d’informazione di gran lunga più usato dalla maggioranza degli italiani. L’informazione televisiva italiana può davvero essere definita il delitto neo-goebbelsiano, prodotto e strumento della moderna democrazia reale. Come diceva Goebbels, “una bugia ripetuta più volte diventa una mezza verità”. E se le voci sono sempre le stesse che rimbombano nel frastuono del potere, non sono soltanto le minoranze ma semplicemente i cittadini a diventare invisibili. Così i lavoratori che protestano diventano invisibili; invisibili i disoccupati, i precari, gli immigrati (tranne quando delinquono) e tutti coloro che per la loro presunta “diversità”, vengono relegati nella sfera privata, ignoti a tutti, senza avere la possibilità di esprimere le loro ragioni e rivendicare i loro diritti. Ci sono poi le “voci” oscurate delle minoranze politiche.

Nel gioco della democrazia, una minoranza lotta per diventare a sua volta maggioranza; ma se la maggioranza che è al governo e controlla praticamente tutti i media non le dà l’opportunità di farsi vedere e ascoltare dall’opinione pubblica, quella minoranza resterà sempre tale.

Quando sei in un regime ti scegli anche gli oppositori, selezionando quelli che ti fanno comodo. Questi, a loro volta, stanno al gioco, per ingordigia di visibilità o comunque dimostrando di non essere la vera minoranza antagonista. Berlusconi prediligeva infatti Bertinotti, un comunista in cachemire, oppure Di Pietro, che fa la parte del “manettaro”. Le schede di Betto sugli ascolti di ogni forza politica nei talk show e nei TG sono esemplificative.

Non c’è mai un vero contraddittorio sui grandi temi etici o dei diritti civili, come noi preferiamo dire; ma alla fin fine nemmeno sulla crisi economica e finanziaria che ha scosso il paese. La par condicio consiste nell’equilibrio dei tempi assegnati ai “soliti noti”: è insomma una sceneggiata”.

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24/10/2011

Assassinio Gheddafi

  Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito  
Logo_PR

 

Dichiarazione di Marco Pannella, leader del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (PRNTT):

« Sulla morte o sull’assassinio – occorrerà chiarire – del dittatore libico Gheddafi mi auguro sia fatta davvero subito verità. Mi addolora il fatto che lui non possa più deporre all’Aia, per un processo internazionale che renda al mondo i suoi diritti alla verità e alla conoscenza, a proposito della sua forse maggiore impresa criminale.

Senza il suo aiuto non sarebbe stato possibile realizzare il crimine maggiore, forse, dell’ultimo ventennio, nel mondo: l’aver fatto scoppiare il 20 marzo 2003 la guerra in Iraq, per evitare che scoppiasse – grazie al possibilissimo e probabile esilio volontario di Saddam – con la pace, anche la democrazia e la libertà in Iraq.

I due suoi complici George W. Bush e Tony Blair, mandanti e responsabili della guerra in Iraq – i cui effetti continuano in Medio Oriente, con un “Occidente” che deve rispondere dell’avere usato un”arma di repulsione di massa” – sono due infami più di lui, perché hanno tradito i propri giuramenti, le proprie patrie, i propri doveri. Ancora non riusciamo a riparare, con la verità, la menzogna – come Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito è il nostro principale compito, forse, oggi. Fin quando noi non potremo rendere al mondo la verità, non avremo esaurito uno dei nostri compiti principali.

La scomparsa del dittatore Gheddafi mi colpisce molto. È stato un killer – ha accettato di esserlo – ma si è fatto pagare in ogni modo e molto, molto bene, per questo suo ruolo infame. È stato il killer di due suoi complici infinitamente più infami di lui, perché traditori della propria parola, traditori della propria legge, traditori della propria civiltà, traditori dei propri popoli: Bush e Blair. Avremmo avuto bisogno – come con Saddam, come con tutti gli altri “Caino” – della sua vita e non della sua morte. Senza di lui difficilmente credo potremo conoscere anche molti “dettagli” luridi e lerci di questa tragica pagina della storia umana contemporanea” »

22:15 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: gheddafi, prntt, marco pannella | | |  Facebook

16/10/2011

La dis-informazione italiana

La dis-informazione italiana ha come al solito compiuto il suo compito servile nei confronti del padrone, oggi di sinistra domani nuovamente di destra. I radicali sono stati dipinti come irresponsabili e peggio come sodali del cavaliere, mentre chi da vent'anni fa accordi con il cavaliere (legge elettorale, conflitto d'interesse, ecc. ecc...) aveva trovato l'idea originale e costruttiva dell'aventino. 

La povertà culturale del nostro Paese è totale e la cultura di sinistra è il sottovuoto spinto. La parola liberale svuotata di significato (bandiera in tanti paesi della sinistra) è in mano al populismo berlusconiano. Mentre chi si fa portatore della tradizione politica del liberalismo italiano viene costantemente silenziato o peggio messo alla berlina dal regime partitocratico. Il dopo Berlusconi sarà la continuità del sessantennio partitocratico, il regime è già pronto, già lo si vede all'opera.

11:06 Scritto da: sciasciano in il blogger, opinioni, Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | | |  Facebook

29/09/2011

Giù le mani dal mio blog

Ciao,

Ebbene si', abbiamo un modo per disinnescare il nuovo tentativo di estendere a tutti i "siti informatici" compresi blog e siti amatoriali, la rigida regolamentazione della carta stampata in particolare relativamente all'obbligo di rettifica.

Firma per chiedere ai tuoi deputati di sostenere gli emendamenti che disinnescano il comma "ammazza-blog": www.agoradigitale.org/emendamentisalvablog


L'iter del famoso comma "ammazza-blog" è ripreso assieme a quello del ddl intercettazioni in cui è contenuto e, se approvato, prevederà che qualsiasi persona pubblichi testi in rete, anche in modo amatoriale e per ristrette cerchie di amici, possa ricevere una richiesta di rettifica quando tali contenuti siano ritenuti scomodi da qualcuno. In caso di mancata pubblicazione della rettifica entro due giorni, scatterà una sanzione fino a 12.500 euro. Facile ipotizzare la possibilità di utilizzare in modo intimidatorio tale strumento: qualunque cittadino scriva in rete, non avendo un giornale organizzato con struttura legale disposta a difenderlo, sarà certamente spinto ad accettare richieste di rettifica anche se ritiene di aver scritto fatti reali, attuando cosi' una forma di autocensura per non incorrere nella sanzione.

È fondamentale restare lucidi e assumerci la responsabilità di percorrere tutte le strade che, nel caso di approvazione della legge, quantomeno evitino la desertificazione del web italiano. Cio' è possibile perchè, assieme all'iter sul provvedimento iniziato alla Camera nel luglio 2010 e poi sospeso in seguito alle forti pressioni contrarie, rientrano in gioco anche tutti gli emendamenti che erano stati presentati oltre un anno fa.

Ebbene 26 parlamentari (qui i nomi) di PD (8), Radicali (6), UDC (5), PDL (3), IDV (2) e Gruppo Misto (2) hanno presentato alla Camera ben 7 diversi emedamenti (leggili qui) che in vario modo cercano di limitare ai soli contenuti professionali ed in particolare alle testate registrate la validità del comma incriminato.

Si tratta di un tesoro inestimabile, tanto più per il fatto di avere una caratterizzazione bipartisan. Attorno ad esso abbiamo la possibilità di raccogliere la disponibilità di chi non vuole aggravare l'anomalia informativa italiana.

Qualsiasi parlamentare può, fino al momento della votazione, apporre la sua firma su tutti o solo alcuni di questi emendamenti, se li ritiene condivisibili.

Vogliamo provare a portare gli attuali 26 firmatari verso i 316 della maggioranza necessaria all'approvazione di tali emendamenti alla Camera?

Invieremo a tutti i deputati la richiamesta di modifica assieme a tutte le firme.

Firma e fai girare: www.agoradigitale.org/emendamentisalvablog<...

11:09 Scritto da: sciasciano in blog life, Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: blog, agorà digitale | | |  Facebook

17/09/2011

Lavoro precario

Cari amici in Italia, 



Quasi 4 milioni di lavoratori precari in Italia faticano a costruirsi un futuro, e oraBerlusconi vuole approvare nuove misure per facilitare i licenziamenti, trasferendo così il peso della crisi economica sui più deboli. Ci rimangono 24 ore per far sì che l'Unione europea fermi questo nuovo attacco ai nostri diritti: firma la petizione! 

Firma la petizione

Il nostro Parlamento sta per approvare una manovra economica che condannerà milioni di lavoratori italiani alla precarietà estrema e li escluderà dalle protezioni basilari. Ci rimangono solo 24 ore per far sì che l'Unione europea fermi questo nuovo attacco ai nostri diritti.

Berlusconi sta facendo di tutto per fare approvare misure drastiche che faciliterebbero il licenziamento dei lavoratori, spostando così il peso della crisi economica sulle spalle dei più deboli. Ma l'Unione europea ha già richiamato il governo di Berlusconi perché protegga i lavoratori precari. Se oggi saremo in molti a firmare la denuncia formale alla Commissione europea, potremo fare pressione perché costringa il nostro governo ad agire in fretta.

Domani consegneremo formalmente la denuncia a Bruxelles e le nostre firme a una conferenza stampa congiunta con personalità di primo piano, come il giuslavoralista Pietro Ichino e la Vice-Presidente del SenatoEmma Bonino. Oltre 40.000 di noi si sono già uniti a questa campagna per mettere fine al precariato e per garantire lavori decenti a tutti: raddoppiamo i nostri numeri. Firma sotto e inoltra questa e-mail a tutti:

http://www.avaaz.org/it/italia_no_precariato/?vl

La diseguaglianza sociale in Italia sta raggiungendo livelli da record, con il 20% delle famiglie più ricche che detiene quasi il 40% del reddito nazionale, mentre il 20% delle famiglie più povere ha solo l'8% del totale. Non sorprende quindi che 1 bambino su 4 nel nostro paese viva in famiglie povere, il che fa dell'Italia uno dei paesi con il tasso di povertà infantile più alto d'Europa!

A peggiorare le cose ci ha pensato la crisi economica, che si è maggiormente abbattuta sui giovani mettendoli davanti a un bivio: o la disoccupazione o la precarietà assoluta. Milioni di lavoratori sono stati negli anni esclusi dal mercato del lavoro e lasciati senza i diritti fondamentali e senza alcuna protezione sindacale: se si ammalano o se fanno un bambino, non vengono pagati o peggio perdono il lavoro. In più il Presidente dell'INPS ha lanciato l'allarme sulle future pensioni dei precari, dicendo che la loro inadeguatezza potrebbe generare un vero e proprio "sommovimento sociale".

Ma il cambiamento è possibile e insieme possiamo farcela. La legge europea obbliga gli stati membri a proteggere i lavoratori dall'abuso di impieghi temporanei, e la Commissione europea ha chiesto recentemente al nostro governo di garantire a tutti i lavoratori gli stessi diritti e protezioni sociali. Il Tribunale di Genova ha creato un importante precedente, riconoscendo i diritti degli insegnanti precari e condannando il governo per la violazione della normativa europea contro la disparità di trattamento.

Avaaz ha lavorato con i massimi esperti per presentare la denuncia formale alla Commissione europea e per mettere fine alla piaga del precariato. La Commissione, secondo le sue stesse regole, ha l'obbligo di rispondere entro un mese. Questo è il modo migliore che abbiamo per ottenere un risultato immediato. Firma sotto per chiedere alla Commissione europea di far rispettare al governo italiano la legge anti-discriminazione e proteggere così i precari:

http://www.avaaz.org/it/italia_no_precariato/?vl

Insieme abbiamo combattuto e vinto battaglie che inizialmente sembravano impossibili. Proprio quest'anno la nostra comunità si è spesa contro la censura di internet e i tentativi di Berlusconi di mettere il bavaglio alla tv, attraverso petizioni enormi, telefonate e messaggi a politici e funzionari, la mobilitazione di voci influenti e dell'opinione pubblica, e... Abbiamo vinto! Uniamoci nuovamente per difendere il diritto dei lavoratori a vivere una vita dignitosa. 

Con speranza e determinazione, 

Giulia, Luis, Alice, Ricken, Benjamin, Pascal, Diego e tutto il resto del team di Avaaz. 

15:41 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: lavoro, precario, avaaz, pietro ichino, bonino | | |  Facebook

02/08/2011

Stazione di Bologna 02 agosto 1980

Sul fatto che la Mambro e Fioravanti siano i veri esecutori della strage di Bologna, anche se accertato da una sentenza passata in giudicato, esistono tantissimi dubbi e credo che ve ne siano anche per una revisione storica dei fatti. La pista dello stragismo mediorientale è avallata da più parti. Comunque non mi scandalizzo per quello che dice Adinolfi, l'assunto è la sentenza, che al momento è l'unico elemento certo della tragedia. Sono d'accordo anche sul fatto che una cosa è aver scontato una pena, ben altra è la riabilitazione morale e politica di Mambro e Fioravanti. Farebbe bene il P.Radicale dall'astenersi a promuoverli per una riabilitazione politica, anche perchè al momento non vi è una presa di coscienza pubblica dei due sulle numerose complicità, ne chiarezza su altri fatti delittuosi.

 La riabilitazione civile per aver scontato una pena non coincide con la riabilitazione politica. La strada della nonviolenza impone anche a chi quella violenza l'ha esercitata in passato dall'astenersi nel compiere certi passi nella vita pubblica. La nonviolenza è una presa di responsabilità nei confronti della comunità, la disobbedienza comporta la presa in carico della pena per cambiare una regola ingiusta, facendo fede che la maggioranza sia tanto liberale da rendersi conto che la norma sia ingiusta, tanto da modificarla; ma senza la presa in carico delle responsabilità, passate e presenti, non vi può essere nonviolenza.

http://www.facebook.com/notes/mario-adinolfi/mambro-e-fio...

 

 

 

 

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30/07/2011

PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO

Un abisso separa la realtà carceraria di oggi dal dettato costituzionale

 
 
29-07-2011

Quello che segue è il testo dell’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Convegno “Giustizia! In nome della Legge e del Popolo sovrano” in corso alla sala Zuccari del Senato.

Questo incontro ha un'ispirazione e un'impronta che lo rendono diverso da altri tradizionalmente rivolti, per iniziativa di singole forze politiche o di competenti istanze parlamentari, a porre in evidenza un tema di interesse più o meno rilevante o attuale. Perché esso da un lato nasce dalla sollecitazione di un movimento e di una personalità non riducibili agli schemi politici dominanti e dall'altro lato si concentra su una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile.

La figura di Marco Pannella animatore di una lunga teoria di battaglie radicali nel Parlamento e nel paese ha sempre avuto un suo singolare timbro di assoluta autonomia da tutte le logiche di schieramento, di intransigenza morale e di forza mobilitatrice ben oltre i limiti del partito-raggruppamento di avanguardia da lui guidato. Il filo rosso delle battaglie radicali è sempre stato essenzialmente quello dei diritti costituzionali e del progresso civile, in una visione non puramente formale e non reticente dei problemi e dei limiti della nostra democrazia : è oggi l'occasione, per l'insieme delle istituzioni repubblicane, per darne a Marco pieno riconoscimento, al di là di tutte le differenziazioni legittime rispetto a suoi giudizi o a sue iniziative.

E tra i problemi costantemente da lui posti c'è stato certamente quello della giustizia, del diritto dei cittadini a una "giustizia giusta" e all'effettivo rispetto della loro dignità se colpiti da sanzioni per imputazioni o per condanne.

Ora, quel che ci si vuole e ci si può proporre nel Convegno che si apre oggi non è una ricognizione o ricapitolazione esaustiva di infiniti confronti e scontri su tutti gli aspetti della questione giustizia. Si intende piuttosto mettere a fuoco il punto critico insostenibile cui è giunta la questione, sotto il profilo della giustizia ritardata e negata, o deviata da conflitti fatali tra politica e magistratura, e sotto il profilo dei principi costituzionali e dei diritti umani negati per le persone ristrette in carcere, private della libertà per fini o precetti di sicurezza e di giustizia.

I più clamorosi fenomeni degenerativi che si sono prodotti - in primo luogo quello delle condizioni delle carceri e dei detenuti - e anche le cause di un vero e proprio imbarbarimento di quella già pesante e penosa realtà, e anche le indicazioni circa possibili vie d'uscita, hanno formato oggetto di interventi di alto livello come quelli degli oratori che mi hanno preceduto. E di ciò credo che dobbiamo essere grati in special modo, per la loro sapienza ed esperienza specifica, al giudice Lattanzi e al Presidente Lupo. Non è mio compito - e comunque non potrei pretendere di farlo - ribadire o integrare considerazioni e orientamenti così puntuali e giuridicamente appropriati.

Mi limiterò a ricordare come - e ve ne è abbondante documentazione - io sia tenacemente intervenuto, nei già trascorsi cinque anni del mio mandato, su preoccupazioni ed esigenze relative sia al superamento di gravi inadeguatezze e insufficienze del "sistema giustizia" in Italia sia al rispetto degli equilibri costituzionali nel rapporto tra politica e giustizia. L'ho fatto ancora pochi giorni fa nell'incontro con i nuovi magistrati in tirocinio, dopo averlo fatto in numerose occasioni dinanzi al CSM o in altre sedi. E non è necessario, e sarebbe di cattivo gusto, che io ricorressi ad auto-citazioni.

Quel che mi preme riprendere e sottolineare è un dato molto significativo emerso dagli interventi precedenti : e cioè il peso gravemente negativo di oscillanti e incerte scelte politiche e legislative. Oscillanti e incerte tra tendenziale, in principio, depenalizzazione e "depenitenziarizzazione", e ciclica ripenalizzazione con crescente ricorso alla custodia cautelare, abnorme estensione, in concreto, della carcerazione preventiva. Di qui una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana - fino all'impulso a togliersi la vita - di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo, per non parlare dell'estremo orrore dei residui ospedali psichiatrici giudiziari, inconcepibile in qualsiasi paese appena appena civile - strutture pseudo-ospedaliere che solo recenti coraggiose iniziative bi-partisan di una commissione parlamentare stanno finalmente mettendo in mora.

Evidente in generale è l'abisso che separa, come si è detto, la realtà carceraria di oggi dal dettato costituzionale sulla funzione rieducatrice della pena e sui diritti e la dignità della persona. E' una realtà non giustificabile in nome della sicurezza, che ne viene più insidiata che garantita, e dalla quale non si può distogliere lo sguardo, arrendendosi all'obbiettiva constatazione della complessità del problema e della lunghezza dei tempi necessari - specie in carenza di risorse finanziarie adeguate, come ha spiegato il Presidente Giampaolino - per l'apprestamento di soluzioni strutturali e gestionali idonee. C'è un'emergenza assillante, dalle imprevedibili e al limite ingovernabili ricadute, che va affrontata senza trascurare i rimedi già prospettati e in parte messi in atto, come ha ricordato il sottosegretario Caliendo, ma esaminando ancora con la massima attenzione ogni altro possibile intervento e non escludendo pregiudizialmente nessuna ipotesi che possa rendersi necessaria.

Ho apprezzato il richiamo del Presidente Lupo allo sforzo cui l'emergenza carceraria chiama anche i giudici, ma è fondamentalmente dalla politica che debbono venire le risposte. Sappiamo che la politica, quale si esprime nel confronto pubblico e nella vita istituzionale, appare debole e irrimediabilmente divisa, incapace di produrre scelte coraggiose, coerenti e condivise. Ma non sono proprio scelte di questa natura che ogni giorno di più si impongono, dinanzi alla gravità dei problemi e delle sfide che ci incalzano non solo nel campo cui si riferisce questo Convegno ma in altri non meno fondamentali? Non dovremmo tutti essere capaci di un simile scatto, di una simile svolta, non foss'altro per istinto di sopravvivenza nazionale?
Ci si rifletta seriamente, e presto, da ogni parte.

Articolo tratto da Notizie Radicali: http://notizie.radicali.it/articolo/2011-07-29/editoriale... 

00:40 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: presidente giorgio napolitano, giustizia | | |  Facebook

08/07/2011

Socialismo Liberale

La formula socialismo liberale suona all'orecchio di molti, usi alla terminologia politica corrente, come una stonatura. La parola liberalismo ha servito purtroppo a contrabbandare merci di così varia specie e natura, e fu a tal punto per il passato orto borghese, che mal si piega oggi il socialista ad impiegarla. ma qui non è che si voglia proporre una nuova terminologia di partito. Si vuol solo ricondurre il moto socialista ai suoi principi primi, alle sue origini storiche e psicologiche. Si vuol dimostrare come il socialismo, in ultima analisi, sia filosofia di libertà.

[...] Nella sua più semplice espressione il liberalismo può definirsi come quella teoria politica che, partendo dal presupposto dello spirito umano, dichiara la libertà supremo fine, supremo mezzo, suprema regola dell'umana convivenza. Fine, in quanto si propone di conseguire un regime di vita associata che assicuri a tutti gli uomini la possibilità di svolgimento della loro personalità. Mezzo, in quanto reputa che questa libertà non possa essere elargita od imposta, ma debba conquistarsi con duro personale travaglio nel perpetuo fluire delle generazioni.

[...] Il socialismo non è che lo sviluppo logico, sino alle estreme conseguenze, del principio di libertà. 

[...] E' in nome della libertà, è per assicurare una effettiva libertà a tutti gli uomini, e non solo a una minoranza privilegiata, che i socailisti chiedono la fine dei privilegi borghesi; è in nome della libertà che chiedono una più equa distribuzione delle ricchiezze e l'assicurazione in ogni caso ad ogni uomo di una vita degna di questo nome; [...] Il liberalismo è la forza ideale ispiratrice, il socialismo la forza pratica realizzatrice.

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La nonviolenza

ANGIOLO BANDINELLI

La nonviolenza da Thoreau a Pannella

 
 
08-07-2011

Si può approvare o meno, si può sostenere o meno l'iniziativa nonviolenta che Marco Pannella ha in corso, ma dal mio punto di vista ritengo essenziale interrogarsi anche sulle ragioni teoriche - cioè di vera e propria teoria politica - che la sorreggono. Con immediatezza pragmatica, Pannella ama richiamarsi al Sathyagraha gandhiano. Il richiamo è efficace, non mi appare però adeguato sul piano rigorosamente teorico (teorico, non astratto). Il principio, la prassi stessa dell'iniziativa diretta nonviolenta hanno una radice ben più profonda, perché implicano un giudizio rigoroso sul rapporto tra l'individuo, il soggetto, e lo Stato. Gandhi agitò la nonviolenza come arma di facile comprensione presso le grandi masse analfabete dell'India del tempo, ma non ne fece, credo, il pilastro di una specifica sintesi politica e del rapporto individuo/Stato. Chi elaborò questo fondamentale concetto fu invece Henry David Thoreau (1817-1862), che ne fornì una esplicita analisi nelle poche pagine di un pamphlet in cui raccolse una “lecture” tenuta a Concord, nel Massachusetts, nel 1848 (in curiosa, ma forse comprensibile, coincidenza con le grandi rivolte europee e italiane che segnarono la fine ideale della Restaurazione): “Resistance to Civil Government”.

Subito nella prima riga appare una sorta di massima, destinata ad una fortuna straordinaria fino ai nostri giorni: “Il governo migliore è quello che governa meno”. Subito dopo, un corollario piuttosto stupefacente: “'Il miglior governo è quello che non governa affatto' e non appena gli uomini saranno pronti, sarà questo il governo che avranno”.

Thoreau non vuole essere definito un “anarchico”, vuole però, subito, un governo “migliore”, che non punti esclusivamente sulla legge della maggioranza (la quale governa perché è “fisicamente più forte”) ma sulla “coscienza”: dove sta scritto che il cittadino debba “sempre rimettere la propria coscienza a quella del legislatore” solo perché questi parla a nome della maggioranza? E poi: “Non c'è da augurarsi che l'uomo nutra rispetto per la legge, ma che sia devoto a ciò che è giusto”. Thoreau arriva addirittura ad affermare che “proprio a causa del rispetto delle leggi perfino gli uomini di buoni principi si trasformano quotidianamente in agenti di ingiustizia”. Siamo all'esatto opposto di Thomas Hobbes, il padre della teoria dello Stato assoluto quale venne plasmato nelle nazioni europee dal XVI secolo in poi: “Io autorizzo e cedo il mio diritto di governare me stesso a quest'uomo o a questa assemblea di uomini, a questa condizione, che tu gli ceda il tuo diritto, e autorizzi tutte le sue azioni in maniera simile. Fatto ciò, la moltitudine così unita in una persona viene chiamata uno Stato, in latino 'civitas'. Questa è la generazione di quel grande Leviatano o piuttosto (...) di quel Dio mortale al quale noi dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nostra pace e la nostra difesa...” Non potremmo avere due formulazioni più divergenti e distanti. E se Hobbes ha dominato a lungo la scena politico-culturale, fino alle degenerazioni dello Stato etico, è indubbio che ai nostri tempi sia invece Thoreau ad ispirare, direttamente o meno, eventi capitali, fino alla recentissima “primavera araba”.

 

Angiolo Bandinelli è uno scrittore e politico italiano, già deputato della repubblica. Poeta e traduttore, fin dalla giovinezza si è diviso fra l'amore per la letteratura e la passione per il giornalismo e la politica.

 

Tra Thoureau e Hobbes c'è una gamma di personaggi che hanno dato contributi di rilievo al pensiero politico, da Rousseau a Montesquieu, da Locke a Kant, Hegel e Benjamin Constant. Possiamo collocarli, in una scala molto precisa, dal meno al più liberale. Il meno liberale è certamente Rousseau, che sulla “maggioranza” esprime idee opposte al pensatore americano, il più liberale è probabilmente Constant. Il secolo scorso ha conosciuto le degenerazioni totalitarie europee, ma anche l'antistatalismo dei neoconservatori americani. Tuttavia, il più grande tentativo di mettere in atto le idee di Thorerau si ebbe con l'esplosione dei movimenti per i diritti civili nell'America dei primi anni '60. Quei movimenti riemergevano a rivalutare, dopo oltre mezzo secolo di dimenticanza, l'importantissima stagione che vide, nella Londra di fine ottocento, la nascita del socialismo umanitario. Questo movimento, poco noto e sopratutto molto snobbato, venne poi sconfitto dal marxismo dilagante, lasciandoci in eredità ideale la Fabian Society, la London School of Economics e una sotterranea cultura umanistica e libertaria, su cui si era plasmato anche il giovane Gandhi studente a Londra (la sua nonviolenza nasce in quell'ambiente lì, dove si veniva scoprendo, con occhio occidentale, la cultura indiana, nonviolenza compresa).

Pur riconoscendone il valore, l'iniziativa non-violenta, l'azione diretta, ecc, se non si oppongono certamente si distinguono dal liberalismo nel suo tradizionale e consolidato significato teorico. Per il liberalismo, l'individuo può determinare gli indirizzi e le scelte dello Stato solo attraverso il metodo legalitario e parlamentare. La nonviolenza, l'individualismo di Thoreau si contrappongono allo Stato in un confronto diretto, non mediato, sempre pronti a pagare di persona: Thoreau andò in galera per non aver corrisposto una tassa - a suo avviso - ingiusta.

01/07/2011

No alla censura

Ci ha detto un funzionario dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: "Ma è possibile che qui sotto vengano a protestare per ogni stronzata e ora, che stanno per portare una censura infernale in Italia non c'e' un cane che venga a dire qualcosa?".


Mentre il Web si sta mostrando in tutta la sua magnficenza, in tutta la sua capacità di mobilitazione, in tutto il suo potenziale di sviluppo per la società,dobbiamo tentare di raccontare all'Italia l'incubo in cui stiamo per finire. Dobbiamo riuscire a mettere un tarlo nella testa di voi che avete usato la rete per far passare contro ogni probabilità i referendum, voi che leggete questo post.
Oggi pomeriggio, martedì 28 giugno, presso la sede di Agorà Digitale, in Via di Torre Argentina 76, Roma, ci sarà la prima riunione Annuncia la tua presenza e invita i tuoi contatti su facebook. Assieme ai nomi più noti della Rete, alle organizzazioni che si stanno mobilitando in queste ore, e a quanti si saranno offerti volontari. Per chi non è a Roma e vuole partecipare scrivete a nocensura@agoradigitale.org per mettere a punto il vostro collegamento telefonico o in videoconferenza.
Alcune fonti per approfondire:

Di seguito alcuni video in merito all'argomento:

Cosa prevede la delibera [Tratto dalla sintesi di www.valigiablu.itSecondo la delibera AGCOM, se il titolare dei diritti di un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito (senza distinzione tra portali, banche dati, siti privati, blog, a scopo di lucro o meno) può chiederne la rimozione al gestore. Che, «se la richiesta apparisse fondata», avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per adempiere. CINQUE GIORNI PER IL CONTRADDITTORIO. Se ciò non dovesse avvenire, il richiedente potrebbe, secondo la delibera ancora in bozza, rivolgersi all'Authority che «effettuerebbe una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni», comunicandone l'avvio al gestore del sito o del servizio di hosting. E in caso di esito negativo, l'Agcom potrebbe disporre la rimozione dei contenuti. Per i siti esteri, «in casi estremi e previo contradditto rio», è prevista «l’inibizione del nome del sito web», prosegue l'allegato B della delibera, «ovvero dell’indirizzo Ip, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia».

E ora che hai capito, che fare? Dipende da te. Da 1 a 10, quanto sei determinato?

1. Hype.

Condividi questa pagina su Facebook! Aiuta altri ad entrare in azione!

2. Mettici la firma. Firma e fai firmare l'appello che trovi su www.sitononraggiungibile.it promosso da Agorà Digitale assieme ad Altronconsumo, Adiconsum, Assoprovider, Assonet e lo Studio Legale Sarzana, e quello lanciato dall'organizzazione internazionale Avaaz:Agcom: Non Censurare Internet

3. Fai Rete. invita i tuoi contatti ad aderire alla pagina La Rete contro la Delibera Agcom creata da Mauro Magnani. Invitagli ad aggiungere Agorà Digitale ai contatti per rimanere informati (e poterci contattare per qualsiasi informazione tramite chat).

4. Manda Idee. La disparità di forze la possiamo colmare con la creatività. Iscriviti al gruppo "Svegliati e Reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura" e condividi la tua proposta. Meglio se concreta ed economica.

5. Scrivi. Hai un blog, o sei un giornalista? Scrivi, diamine, scrivi, cosa stai aspettando? E segnalacelo all'indirizzonocensura@agoradigitale.org.

6. Crea. Sei un creativo? Hai un idea per un video o un immagine o uno slogan per la campagna? Mandaci tutto il materiale anocensura@agoradigitale.org

7. Diventa Volontario e offri competenze. Senza un aiuto concreto la mobilitazione non è possibile. Venite a darci una mano nei prossimi giorni presso la sede di Agorà Digitale a Roma, in Via di Torre Argentina 76, dalle 9.30 alle 20. Preannunciatevi scrivendo anocensura@agoradigitale.org. Non vivi a Roma ma vuoi comunque mettere a disposizione le tue competenze? Scrivi anocensura@agoradigitale.org.

8. Organizza. Vieni alla riunione di organizzazione della mobilitazione, martedi' dalle 17.30 alle 19.30 presso la sede di Agorà Digitale, in Via di Torre Argentina 76 a Roma e segnala da subito la tua partecipazione tramite il relativo evento Facebook. Sei pieno di idee ed esperienza ma non abiti a Roma? Scrivi a nocensura@agoradigitale.org per poter partecipare in videoconferenza.

9. Scrivi una lettera di protesta ai consiglieri Agcom! Chiedi che il regolamento non venga approvato! Puoi copiare direttamente il contenuto che segue: Vi chiediamo di astenervi dall'adottare la nuova regolamentazione numero 668 2010 che vi darebbe il potere di rimuovere contenuti da siti internet italiani e di chiudere i siti stranieri, se sospettati di violare il copyright. Nessuna decisione che sopprime la libertà della rete e i nostri diritti fondamentali di accedere alle informazioni può essere presa senza la decisione di un giudice. Vi chiediamo di rimettere la questione al Parlamento, come prevede la nostra Costituzione. Invia la tua mail ai seguenti indirizzi:c.calabro@agcom.ita.martuscello@agcom.its.mannoni@agcom.ite.savarese@agcom.itr.napoli@agcom.itn.dangelo@agcom.it,m.lauria@agcom.its.sortino@agcom.itg.magri@agcom.it 

10. Dona. Per permetterci di realizzare la grande mobilitazione che noi tutti abbiamo in mente. Donare per una causa civile è una fondamentale, com'e' fondamentale il rapporto di fiducia e reciprocità tra donatore e gli organizzatori di questa mobilitazione. O siamo noi cittadini a dare forza alle iniziative, o saranno sempre i poteri forti e chi il denaro lo ha già (e quindi non deve parlarne) a decidere cosa si puo' fare. Arriva a 10. Compila il form alla pagina www.agoradigitale.org/nocensura per aiutarci a vincere questa battaglia. Ogni singolo centesimo  ricevuto, donatore, e spesa effettuata sarà resa pubblico, coerentemente alla nostra battaglia sulla trasparenza 

-- 
Luca Nicotra
Associazione Agorà Digitale

Tel: (+39) 0668979271
www.agoradigitale.org

L'Associazione Agorà Digitale è autofinanziata
Sostieni le nostre iniziative per la libertà dell'informazione
www.agoradigitale.org/iscrizioni

 
YouTube - Video da questa email
 

00:04 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: no alla censura, agcom, agorà digitale | | |  Facebook

23/06/2011

Blitz radicale

 

Radicali Italiani

 

Ciao,

la scorsa notte romana è stata illuminata da un blitz radicale che si è svolto tra la sede Rai, il carcere di Regina Coeli e il Ministero della Giustizia, prima di essere interrotto dalle forze dell'ordine .
Un bus rosso a due piani, con a bordo dirigenti, parlamentari e militanti radicali insieme ai familiari dei detenuti, ha attraversato le vie di Roma trasmettendo, con un proiettore di potenza 20.000 Ansilumen e l'audio di 1.000 Watt, un video messaggio in cui Marco Pannella spiega in 7 minuti le ragioni di fondo dell'iniziativa nonviolenta a cui si sono aggiunte oltre 15 mila persone.

Sul bus campeggiava uno striscione con su scritto “Amnistia per la Repubblica”, per ricordare la necessità e l’urgenza di  affrontare la crisi della giustizia e l’emergenza del sovraffollamento delle carceri.

Il video è stato proiettato sui muri della sede Rai di Via Teulada mentre era in corso l'ultima puntata di Ballarò (trasmissione in cui peraltro nessun Radicale quest'anno è mai stato invitato, figuriamoci Pannella).

Durante i 60 giorni di sciopero della fame nessun telegiornale o programma di approfondimento, della Rai come delle emittenti nazionali private, ha dato agli italiani la notizia di questa iniziativa nonviolenta e soprattutto delle motivazioni per cui è condotta, celando persino la mera immagine del deperimento di Pannella ( è passato a pesare da 110 a 83 kilogrammi).

Quello che bisogna davvero battere è il silenzio dell’informazione e l’assenza di ogni confronto democratico, su questa come su ogni altra questione che interroghi la coscienza dei cittadini e richieda importanti decisioni politiche e gravi scelte legislative.

Ti chiediamo di guardare il video e di farlo girare nei modi che potrai, affinchè siano molte di più le persone messe nelle condizioni di poter conoscere quanto accade e quanto noi si propone. Ti saremo grati se vorrai inviarci un contributo per poter realizzare altre iniziative come questa (clicca qui)

Mario Staderini e Michele De Lucia 
segretario e tesoriere di Radicali italiani

 

Il video del blitz
http://www.youtube.com/watch?v=K6kAZNjGS8Q

Il video nella versione originale
http://youtu.be/pv7vXnF8Ki4




 


21:02 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: marco pannella, blitz radicale, rai | | |  Facebook

14/06/2011

Lo sapevi che dal 20 aprile in Italia ci sono oltre 10.000 persone in sciopero della fame?

Gli obiettivi sono molteplici ma il principale è quello di far rispettare allo Stato italiano le proprie leggi e soprattutto di evitare quella condizione disumana e degradante che si consuma ogni giorno nelle nostre carceri per detenuti e guardie penitenziarie.

Il "Pianeta Carcere" sta scoppiando di sovraffollamento e sottorganico, le condizioni delle strutture sono pessime e mancano medici, psicologi, educatori.
Per di più a scontare questa condanna non ci sono solo persone giudicate colpevoli ma anche un 30% di persone "in attesa di giudizio" e quindi non ancora giudicati colpevoli. La proposta dei Radicali, che sono gli unici che si stanno interessando di questo dramma, sono tante e varie: dalle pene alternative alla depenalizzazione di reati inferiori, dallo stanziamento di fondi per la messa a regola degli istituti alla creazione di strutture di diverso tipo per persone con patologie fisiche o psicologiche gravi. Ma per fare tutto questo serve una grande Amnistia.

Battiti anche tu per raggiungere una "giustizia giusta" e quanto più breve. Aderisci allo sciopero della fame anche solo per una giornata cliccando qui.
Se vuoi impegnarti più attivamente invece contatta: testa.irene@gmail.com

"Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da essi che si misura il grado di civiltà di unanazione"
Voltaire

23:50 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Tag: sciopero della fame, marco pannella, amnistia | | |  Facebook

30/05/2011

Rivoluzione Liberale

Sono felicissimo che i Radicali Italiani abbiano deciso di sostenere Pisapia e di non aver intrapreso altre strade magari in autonomia. Sapere che Milano e i milanesi possano uscire dal ventennio ciellino e leghista è una speranza che illumina i cuori e le coscienze di molti italiani. La liberazione di Milano è importante per creare le premesse per il cambiamento in tutta Italia. L'Italia è in trepida attesa di una nuova politica di ispirazione liberale, libertaria, laica e socialista; sì il socialismo liberale di Carlo Rosselli. Se riprendessimo a parlare di socialismo (ripeto quello liberale) e non più di liberismo che le masse confondono con le libertà della sola borghesia conservatrice a danno delle forze produttive del Paese, forse a sinistra si potrà tornare ad essere credibili.

Ho letto il programma sul lavoro del PD, se si riuscisse un giorno ad attuarne una parte, saremmo di fronte ad una rivoluzione epocale, ma dove si trovano le risorse? Il Pd ha la forza culturale per sostenerlo e trovarne le risorse? I radicali ad oggi sono l'unica forza politica che ha un solido impianto culturale, sperimentato ed elaborato in sessant'anni di lotta al regime partitocratico, illiberale, e anticostituzionale italiano. Mi permetto di ricordare che senza una elaborazione culturale non si può fare politica, e la sinistra italiana di matrice comunista, quale ancora è quella dei quadri dirigenti del PD, ormai orfana del marxismo, non ha sostituito quella cultura con un'altra che ne sia ispiratrice. Al massimo ha il sostegno culturale del cattolicesimo sociale, che nelle componenti presenti nel Partito Democratico, hanno una matrice distante dal cattolicesimo liberale di Dossetti, e che per ciò si conciliano assai poco con l'anima libertaria e laica dell'elettorato di sinistra. A Bersani suggerisco di uscire dal pragmatismo politico e dal tatticismo e di sposare appieno la speranza di milioni di italiani, di rompre gli indugi e parlare di rivoluzione liberale, di parlare di rifome laiche e socialiste, per supportare le forze produttive del Paese, lavoratori sia salariati che non, imprenditori non sovvenzionati dallo Stato, professionisti e artigiani. A tutti si deve chiedere di mettersi in gioco per liberare le forze propulsive del Paese, lasciare che il mercato sia libero sia in entrata che in uscita, ma che per tutti vi sia la possibilità di un walfere che consenta di vivere la vita con maggiore serenità e anche con maggiore fiducia. Un walfere universalistico che non lasci nessuno indietro, per cui non vi siano cittadini lasciati soli a lottare in un mondo globalizzato in cui la concorrenza si è fatta spetata.

Oggi è possibile che le premesse culturali ci siano, che gli italiani siano pronti a nuove sfide, dopo che abbiamo perso tante certezze ritenute acquisite, occorre il coraggio della politica. Non abbiate paura, spalanchiamo le porte alla speranza. La felicità di ogniuno di noi è l'unico supremo bene da perseguire.

Un pensiero mi viene in mente: l'Europa. Come è possibile che nel nostro continente si sia perso nel giro di alcuni anni lo spirito europeista, per cui il nostro Altiero Spinelli ha tanto lottato? E' possibile cancellare in pochi giorni conquiste faticose come il trattato di Schengen? 

12:32 Scritto da: sciasciano in il blogger | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: rivoluzione liberale, pisapia, milano, carlo rosselli, altiero spinelli, radicale | | |  Facebook

24/05/2011

Partito radicale, "Dove eravamo rimasti?"

23:36 Scritto da: sciasciano in Video | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: partito radicale, "dove eravamo rimasti?" | | |  Facebook

Il fantasma della democrazia, dei referendum e della legalità

23:13 Scritto da: sciasciano in Video | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: il fantasma della democrazia, dei referendum e della legalità | | |  Facebook

21/05/2011

Socialismo Liberale

"APPENDICE

I MIEI CONTI COL MARXISMO

Li vado facendo da parecchi anni sotto la scorta di molti nemici e

carabinieri dottrinali, in compagnia di pochi eretici amici. Voglio

renderne conto qui prima di tutti a me stesso, poi a quei miei compagni

di destino che non credono terminate alle Alpi le frontiere del mondo.

Sarò chiaro, semplice, sincero e, poi che i libri mi mancano,

procederò per chiaroscuri senza i famosi «abiti professionali» e i non

meno famosi «sussidi di note».

Intanto, chi sono.

Sono un socialista.

Un socialista che, malgrado sia stato dichiarato morto da un pezzo,

sente ancora il sangue circolar nelle arterie e affluire al cervello. Un

socialista che non si liquida né con la critica dei vecchi programmi, né

col ricordo della sconfitta, né col richiamo alle responsabilità del

passato, né con le polemiche sulla guerra combattuta. Un socialista

giovane, di una marca nuova e pericolosa, che ha studiato, sofferto,

meditato e qualcosa capito della storia italiana lontana e vicina.

E precisamente ha capito:

I. Che il socialismo è in primo luogo rivoluzione morale, e in

secondo luogo trasformazione materiale.

II. Che, come tale, si attua sin da oggi nelle coscienze dei migliori,

senza bisogno di aspettare il sole dell’avvenire.

III. Che tra socialismo e marxismo non v’è parentela necessaria.

IV. Che anzi, ai giorni nostri, la filosofia marxista minaccia di

compromettere la marcia socialista.

V. Che socialismo senza democrazia è come volere la botte piena

(uomini, non2 servi; coscienze, non numeri; produttori, non prodotti) e la

moglie ubriaca (dittatura).

VI. Che il socialismo, in quanto alfiere dinamico della classe piú

numerosa, misera, oppressa, è l’erede del liberalismo.

VII. Che la libertà, presupposto della vita morale cosí del singolo

come delle collettività, è il piú efficace mezzo e l’ultimo fine del

socialismo.

VIII. Che la socializzazione è un mezzo, sia pure importantissimo.

IX. Che lo spauracchio della rivoluzione sociale violenta spaventa

ormai solo i passerotti e gli esercenti, e mena acqua al mulino

reazionario.

X. Che il socialismo non si decreta dall’alto, ma si costruisce tutti i

giorni dal basso, nelle coscienze, nei sindacati, nella cultura.

XI. Che ha bisogno di idee poche e chiare, di gente nuova, di

amore ai problemi concreti.

XII. Che il nuovo movimento socialista italiano non dovrà esser

frutto di appiccicature di partiti e partitelli ormai sepolti, ma organismo

nuovo dai piedi al capo, sintesi federativa di tutte le forze che si battono

per la causa della libertà e del lavoro.

XIII. Che è assurdo imporre a cosí gigantesco moto di masse una

unica filosofia, un unico schema, una sola divisa intellettuale.

Il primo liberalismo ha da attuarsi all’interno.

Le tesi sono tredici.

Il tredici porta fortuna.

Chi vivrà vedrà."

 

Carlo Rosselli

23:51 Scritto da: sciasciano in Libri | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: carlo rosselli, socialismo liberale | | |  Facebook

19/05/2011

Prima giornata nazionale dei contributi silenti

Caro amico, cara amica,

domani, venerdì 20 maggio, si terrà la Prima giornata nazionale dei contributi silenti, promossa da Radicali italiani e dall’Ancot (Associazione nazionale consulenti tributari).

I contributi silenti sono quei contributi previdenziali che non abbiano dato luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico (in pratica: quei contributi che non bastano a dare diritto a una pensione, per cui chi li ha versati li perde). L’iniziativa ha l’obiettivo di chiedere la calendarizzazione e la discussione entro la fine dell’anno della proposta di legge Radicale (primo firmatario Maurizio Turco) che vuole introdurre il diritto alla restituzione dei contributi silenti a chi li ha versati: in genere precari, parasubordinati, liberi professionisti non iscritti a un Ordine professionale, e tante tante donne che hanno dovuto lasciare il lavoro dopo pochi anni tempo per dedicarsi agli anziani e ai figli.

È importante partecipare numerosi domani alle manifestazioni, già previste nel momento in cui vi scriviamo in cinquanta città, o utilizzare le prossime ore per organizzarne di nuove nelle città che sono ancora scoperte. Trovi tutto il materiale (la proposta di legge, l’appello, il volantino, le interrogazioni parlamentari, i comunicati stampa, la mappa delle sedi Inps e luoghi e orari delle manifestazioni) alla pagina www.radicali.it/contributi-silenti. L’appello può essere sottoscritto anche on-line, per cui puoi segnalarlo a tutti i tuoi contatti di posta elettronica e dei social-network. La campagna, infatti, proseguirà nelle prossime settimane, e dovremo impegnarci tutti per farla crescere giorno dopo giorno.

Prima di salutarci, vogliamo rivolgerti un ultimo, importante appello: questa battaglia è, purtroppo, ancora clandestina. La censura dei media è totale. Possiamo però, grazie al tuo aiuto, al tuo tempo, alla tua generosità, cercare di aprire una breccia nel muro del silenzio, comprando spazi pubblicitari. Per darti un’idea: mezza pagina (mezza) sul Corriere della Sera o su Repubblica costa più di cinquantamila euro! Ti saremo grati allora se vorrai iscriverti a Radicali italiani o inviare un contributo per la campagna sui silenti chiamando il nostro call-center allo 06-6826 o alla pagina http://www.radicali.it/iscrizioni-donazioni. Ci contiamo!

Grazie, un abbraccio

Mario Staderini e Michele De Lucia
segretario e tesoriere di Radicali italiani

23:27 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: contributi silenti, radicalmente, radicali italiani | | |  Facebook

16/05/2011

"Amateci" un po' di meno, votateci un po'di più!

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Come si vota

Domenica e lunedi prossimi sei chiamato anche Tu a scegliere chi vuoi come nuovo Sindaco e come tuo rappresentante in Consiglio Comunale.

A poche ore da questa scelta noi Radicali, quelli dell'aborto e del divorzio, della riforma della giustizia e dell'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, di Enzo Tortora, LeonardoSciascia, Luca Coscioni e Piero Welby rischiamo di non fare nemmeno un eletto al Consiglio comunale di Milano.

E questo nonostante nel corso dell'ultimo anno proprio qui la Lista Bonino-Pannella abbia scoperto e denunciato il migliaio di firme false per Formigoni, abbia contribuito a raccoglierele 24.000 firme per l'unico vero programma per la città: i 5 referendum del 12-13 giugno per la qualità dell'ambiente e della vita, nati da un'idea di Marco Cappato e, negli ultimi mesi abbia condotto una battaglia contro i manifesti illegalidei partiti e del Sindaco Moratti.

Anche per questo oggi avere dei Radicali in Consiglio Comunale significa avere qualcuno che si batta per realizzare quel programma e per legalizzare la politica.

Ti conviene usare il voto per dare un po' di potere in più ai soliti potenti-prepotenti-impotenti, o per far eleggere almeno un radicale a Milano?

Sono candidati a Milano anche: Marco CAPPATO, Maria Antonietta FARINA COSCIONI, Mina WELBY

Scopri gli altri candidati su http://milano.boninopannella.it

01:57 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: lista bonino pannella | | |  Facebook

30/04/2011

Marco Pannella incontra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

23:43 Scritto da: sciasciano in Video | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: giorgio napolitano, marco pannella | | |  Facebook

22/04/2011

Lo Stato italiano è un Robin Hood alla rovescia: toglie a chi sta peggio per dare a chi sta meglio.

Caro Direttore

Le vorrei sottoporre la richiesta di voler porre in evidenza all'opinione pubblica, ed ai suoi lettori in particolare, la proposta di legge presentata dai parlamentari Radicali, per l’introduzione di una disciplina in materia di restituzione dei contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico. Credo che sia una battaglia di civiltà, che possa consentire ai cosiddetti precari di vedersi restituire una parte del loro salario che altrimenti andrebbe a vantaggio di altri lavoratori più fortunati, oltre che a riparare indebitamente le casse dell'INPS. Chi vi scrive è un impiegato a tempo indeterminato che ogni giorno lavora a fianco con altri lavoratori che difficilmente potranno raggiungere la stabilità economica a me concessa dal mio status di lavoratore.


Corriere della Sera:  lettere@corriere.it
L'Unitàlettere@unita.it
La Stampalettere@lastampa.it
23 aprile 2011
Complimenti,
le lettere che avete mandato ai giornali stanno funzionando... tanto che a pag. 59 del Corriere della Sera di oggi è stata pubblicata la lettera del nostro guerrigliero Carmelo Francesco Lo Verde!!!! La lettera è intitolata "La proposta dei radicali".
Complimentoni ancora a tutti,
continuiamo così,
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Staff Radicali Italiani

"Gran parte dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata dell’Inps dai parasubordinati, dai precari o da coloro che esercitano professioni non regolate da ordini professionali, vengono versati a fondo perduto: se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione (il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero), quei contributi vengono usati per pagare le pensioni di altri, ma non danno diritto ad averne una propria. E anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione ottenuta non supera le poche centinaia di euro dell’assegno sociale.

Intanto la Gestione separata dell’Inps ogni anno incassa 8 miliardi di euro di contributi, ma eroga solo 300 milioni di euro di prestazioni!

Per rimediare a questa situazione drammatica, e in attesa di una riforma complessiva e finalmente equa delle pensioni, i Radicali chiedono che sia riconosciuto ai lavoratori il diritto alla restituzione dei contributi “silenti”, ovvero dei contributi previdenziali versati che non abbiano dato luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico.

A questo fine sosteniamo la proposta di legge presentata dai parlamentari Radicali “Delega al governo per l’introduzione di una disciplina in materia di restituzione dei contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico” (Atto Camera n. 1611) e chiediamo che la stessa venga calendarizzata e discussa entro la fine del 2011."

17:55 Scritto da: sciasciano in il blogger | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: lo stato italiano è un robin hood alla rovescia, corriere della sera | | |  Facebook

21/04/2011

Penso, dunque sono… Radicale!

 


Radicali Italiani
 

Ciao,

mentre ti scriviamo il nostro Paese precipita con velocità sempre maggiore verso un definitivo sfascio delle istituzioni e il conseguente impoverimento economico, culturale e sociale.

L’Italia è la frontiera più avanzata della crisi delle democrazie moderne: una “democrazia reale” e confessionale che nega oramai strutturalmente i diritti umani garantiti dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali. Non siamo più i soli a dirlo: lo scorso novembre i massimi esperti e accademici italiani, al termine di due giornate di studio promosse da Radicali Italiani, hanno lanciato l’allarme rispetto al venir meno dello Stato di diritto e alla ripetuta violazione dei diritti dell’uomo.

Oggi, però, i grandi attori della partitocrazia, della sindacatocrazia, della grande industria assistita, dei conflitti di interesse, delle corporazioni, della spesa pubblica clientelare, gli stessi che hanno “regalato” all’Italia un debito pubblico di 1.824 miliardi di euro (circa 30.000 euro a persona, neonati compresi), sono in realtà più deboli che mai: per loro parlano la pressione fiscale sempre maggiore, i servizi scadenti, una pubblica amministrazione inefficiente, una disoccupazione altissima soprattutto tra i giovani, l’assenza di riforme, l’incapacità di innovare, i portafogli vuoti. Se non avessero determinato l’assoluto vuoto di democrazia, privando i cittadini del diritto a conoscere per deliberare, sarebbe possibile spazzarli via in poche settimane.

E qui… entri in gioco tu, che ci stai leggendo. I prossimi mesi saranno decisivi, ne siamo convinti, perché la costruzione di un’alternativa a questo regime sia possibile e, finalmente, vincente. Arrivarci preparati, con una azione radicale organizzata, che sappia sostenere quelle idee e quelle proposte riformatrici di cui ancora oggi siamo (purtroppo!) gli unici portatori, è la “missione” di Radicali Italiani all’interno della “galassia” radicale. Dalle riforme economiche e sociali alla giustizia, dall’ecologia ai diritti umani sino alle nuove libertà civili e digitali, abbiamo pronte proposte che, se conosciute, potrebbero mobilitare milioni di cittadini su battaglie di civiltà che affrontano le grandi questioni del nostro tempo. Per essere davvero “attrezzati” a portarle avanti con successo, abbiamo
bisogno di te: del tuo sostegno economico, e anche di un po’ del tuo tempo, se ti è possibile.

Nel 2010 Radicali Italiani ha potuto rafforzare l’impegno in questa direzione, a livello nazionale come nelle singole realtà locali, grazie a 1.926 donne e uomini che hanno deciso di iscriversi e contribuire e ai tanti che hanno prestato un lavoro militante. Ne abbiamo fatte, anche quest’anno, di cose assieme! Qui vogliamo ricordare i passi in avanti –sia nel Parlamento nazionale che negli enti locali – nella pubblicità della vita delle istituzioni e dei comportamenti di eletti e nominati, oltre alla ripresa delle iniziative popolari, che consentono di attivare gli strumenti di democrazia diretta anche nella tua città; la funzione di argine rispetto all’arrogante potere vaticano e l’organizzazione della
prima Marcia per la libertà religiosa che si è tenuta a Roma con la partecipazione di tante comunità tutt’ora discriminate; le denunce presentate durante e dopo le truffaldine elezioni regionali; la mobilitazione a sostegno dei cittadini dell’Aquila, per fare della ricostruzione una questione nazionale, democratica e non semplicemente “umanitaria”. Senza dimenticare la battaglia nonviolenta che ha coinvolto oltre 300 immigrati in un lungo sciopero della fame con cui abbiamo costretto il Ministero dell’interno a rientrare nella legalità rispetto ai tempi di rilascio dei permessi di soggiorno, né la prima class action a difesa dei diritti e delle libertà digitali. In questi giorni, poi, stiamo trasformando le proposte degli accademici che abbiamo chiamato a raccolta in concrete azioni legali e politiche che si inseriscono nella strategia del Partito radicale di attivare le giurisdizioni internazionali quale metodo per affermare il diritto individuale all
a democrazia.

Nel 2011, come deliberato dal IX Congresso di Radicali Italiani, abbiamo in programma una serie di ambiziose campagne e iniziative: per restituire agli italiani quella possibilità di conoscenza che Rai e Mediaset continuano a negare; per rilanciare l’urgenza antiproibizionista contro la criminalità politica e comune; per affrontare lo scandalo dei contributi silenti, ovvero dei milioni di precari, parasubordinati, liberi professionisti non regolamentati da un Ordine, tutti iscritti a quella gestione separata dell’Inps (che ogni anno incassa 9 miliardi di euro di contributi per erogare appena 300 milioni di euro di prestazioni!), che avranno pensioni da fame perché i loro contributi, a legislazione vigente,
non basteranno a dar loro accesso a una pensione decente; per eliminare la piaga dei ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali, che soffoca tante imprese italiane e liberare l’economia da conflitti di interessi e rendite corporative; per l’istituzione, finalmente, di un sistema universalistico di ammortizzatori sociali; per sostenere la regolarizzazione dei lavoratori clandestini come risorsa di civiltà; per la riforma americana delle istituzioni, con una legge elettorale in senso uninominale basata sul collegio maggioritario; per attaccare le ragioni strutturali del dissesto idrogeologico e diffondere
gli “open data”. Vogliamo, inoltre, organizzare entro l’anno gli stati generali delle carceri, ultimo anello della malagiustizia italiana.

Lo avrai capito: non solo non molliamo, ma vogliamo insistere, tener duro, rilanciare.

Per farlo, abbiamo più che mai bisogno del tuo aiuto, iscrivendoti, se non lo hai già fatto, e contribuendo a Radicali Italiani per l’anno 2011. Quello che riusciremo a fare dipenderà anche da te: davvero, ci contiamo.

Un caro abbraccio, e a presto

Mario Staderini
Michele De Lucia
Silvio Viale

 
 

23:28 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: radicale | | |  Facebook

04/04/2011

Bonino: servono firme (quelle vere). Mi candido anch'io, con "i Marchi"

13 mesi fa non mi fu consentito di candidarmi alle elezioni regionali a sostegno di Marco Cappato come candidato Presidente della Lombardia per la Lista Bonino-Pannella. Nonostante il fatto che il 5,5% degli elettori di Milano ci avesse votato alle europee di un anno prima,  non riuscimmo a raccogliere abbastanza firme sulle nostre liste. Perché? Perché ci fu impedito, nell'illegalità.

Sempre grazie all'illegalità, Roberto Formigoni si poté invece presentare con centinaia di firme false, facendosi rieleggere per la quarta volta e ottenendo che la truffa elettorale rimanesse (finora) impunita nei tribunali e nascosta al grande pubblico dei salotti tivvù.

Proprio per liberarci da quel sistema di illegalità e di potere abbiamo deciso di provare a "legalizzare Milano", presentando la Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali per un progetto di trasparenza assoluta della pubblica amministrazione, di libertà economica e d'impresa, di laicità e diritti civili, di trasformazione ecologica della città.

Marco Cappato -che con gli altri radicali milanesi ha scoperto e denunciato l'"affaire Formigoni" e ha promosso i 5 referendum comunali di Milanosìmuove per la qualità della vita- sarà il nostro capolista. Marco Pannella e io stessa saremo candidati in fondo alla Lista per sostenere in ogni modo questa nuova "impresa radicale".

Per poterci candidare dobbiamo depositare le liste sottoscritte da un minimo di 1.000 a 1.500 elettori milanesi. E' fondamentale raccogliere subito e di slancio le firme autenticate, già nei tavoli previsti per questo finesettimana, da venerdì 1 a domenica 3 aprile. Daremo così il segnale che non ci siamo rassegnati al sistema di potere Formigoni-Moratti, e che "legalizzare Milano" per noi è possibile.

Abbiamo perciò bisogno di una mano, sia per firmare le liste, che per aiutare a raccogliere firme.
Ti chiedo di rispondere direttamente a questa email per darci la tua disponibilità.

I punti di raccolta li trovi qui a fianco.

Grazie, un abbraccio,
Emma Bonino

PS: se sei (o conosci) un notaio, un cancelliere di tribunale, un dipendente del Comune o della Provincia, il tuo aiuto è ancora più prezioso per poter autenticare le firme ai tavoli

 

info@radicalimilano.it

19:58 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: emma bonino, lista bonino pannella | | |  Facebook

28/03/2011

Radicali Italiani: un video da far girare!

"Un ministro francese si è dovuto dimettere dopo essere andato a braccetto con Ben Alì. In un paese normale, dopo certe dichiarazioni come le sue, ci si dimette e si risponde al Parlamento per moralità politica. Lei non ha compreso che le rivolte del mondo arabo non sono solo contro i dittatori, ma contro la vostra realpolitik di sostegno ai dittatori per fermare l'immigrazione".

Questo ha detto ieri, tra l’altro, il Deputato Radicale Matteo Mecacci nel suo intervento nel corso delle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni per la crisi libica alla Camera, nel corso del quale ha chiesto le dimissioni del Ministro degli Esteri Franco Frattini.

Nel corso del suo intervento Matteo Mecacci, si è rivolto al ministro degli Esteri e gli ha ricordato quando il 17 gennaio scorso, in una intervista al Corriere della Sera, il titolare della Farnesina aveva portato ad esempio la Libia come esmpio di governo stabile per tutta la regione del Nord Africa.

Qui sotto il video dell’intervento:

Testo integrale dell'intervento di Matteo Mecacci su Dimissioni Ministro Frattini su questione Libia

Libertà e democrazia per la Libia,

Buono spargimento del video,
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10:10 Scritto da: sciasciano in Video | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: radicali italiani: un video da far girare! | | |  Facebook

19/03/2011

Anagrafe Pubblica degli Eletti

La maggioranza al Governo sta rilanciando la proposta del nucleare con tutta l'arroganza di cui è capace. Quello che sta succedendo in Giappone invece ci dovrebbe essere di esempio.
Al di là delle ideologie, quella sul nucleare è una questione innanzitutto economica: 30 miliardi di euro per soddisfare appena il 4 per cento dei consumi finali di energia.
Perchè dunque insistere su una scelta antieconomica?
Qualcuno ha forse qualcosa da nascondere? Qualche azione da difendere in Sogin ed ENEL?
Ed allora chiediamo a tutti i parlamentari di rendere pubblica la loro situazione patrimoniale ed azionaria! Finora solo il 9% di loro hanno reso pubblici questi dati!!!
Se non funziona il link, fai clic qui: http://anagrafepubblica.radicaleaks.it/
Spedisci questa mail ad almeno 10 altre persone.
Difendiamo la nostra salute ed i nostri portafogli. Per noi. Per i nostri figli.

14:50 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: anagrafe pubblica degli eletti | | |  Facebook

06/03/2011

Emma Bonino - Che tempo che fa 27 02 2011

20:42 Scritto da: sciasciano in Video | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: emma bonino | | |  Facebook

Costituente liberale democratica

Per intraprendere una nuova iniziativa politica come quella che proponete, a mio modesto parere, occorrono alcuni elementi essenziali:
1. un corpo di idee filosoficamente coerenti, il cosiddetto pensiero ispiratore.
2. un gruppo dirigente coeso che incarni il pensiero politico in azione concrete.
3. un leader che sia riconosciuto dal movimento e che sia in grado di dare una prospettiva futura.
4. il possesso dei mezzi e delle capacità di comunicare all'esterno l'azione politica.
Se manca uno solo di questi presupposti, il movimento politico finisce solo per creare un apparato sterile, che al più riesce ad inglobare altri apparati. Un esempio è il PD. 
Un esempio positivo, che a mio parere vale la pena di citare positivamente, è "Radicali Italiani" che i quattro punti li possiede tutti. Magari difetterà nei mezzi, dovendosi confrontare con un sistema dei partiti che ha il monopolio televisivo.

Associazione Radicali Senza Fissa Dimoraha detto...

L'idea di una costituente liberale e democratica nasce all'interno di Radicali Italiani, anche dall'intento di superare alcuni problemi di questo movimento. Non dobbiamo dimenticare che RI ha all'incirca 1.400 iscritti ed è presente solo nella città di Roma. E questo limita notevolmente la sua capacità di azione.

Marco del Ciello.

 

17:31 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: associazione radicali senza fissa dimora, pier paolo segneri, marco del ciello | | |  Facebook

23/02/2011

Costruire il partito della democrazia e dei diritti umani



Partito Radicale Nonviolento


L’atmosfera straordinariamente ricca del Congresso di Chianciano ci ha motivato nella decisione di sospenderne i lavori per arrivare a un seconda sessione da tenersi entro novembre, che sia decisiva per le modifiche statutarie e l’elezione degli organi dirigenti.
Il motivo principale di questa intenzione è quella di lottare ovunque, in modo particolare con i compagni africani che di questo ci hanno mostrato la necessità, per far sì che il Congresso risulti moltiplicato in forza di partecipazioni nelle varie aree regionali. A questi fini occorre immediatamente aumentare le risorse umane ed economiche, le iscrizioni al partito: sì da essere molti  più “azionisti”, come necessario.

SOSTIENI LE NOSTRE LOTTE ISCRIVENDOTI AL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO, TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO. ISCRIVITI!



La nostra battaglia solitaria contro il Regime di Gheddafi e i suoi complici italiani

Lunedì, mentre manifestavamo di fronte a Montecitorio per la libertà e la democrazia in Libia, Pierferdinando Casini sui tg nazionali dichiarava: «Io sono stato col mio gruppo parlamentare l'unico vorrei ricordarlo a votare contro il Trattato di amicizia con Gheddafi fatto qualche mese fa. E' necessario un atto di verità».


Nessun giornalista in studio ha ritenuto di dover correggere quanto detto ricordando l'ostruzionismo all'inizio solitario dei parlamentari Radicali contro il trattato italo-libico, informando dunque sui nostri motivi e quelli di buona parte del Parlamento.


Lo sdoganamento del colonnello Gheddafi è stata una delle attività in cui la partitocrazia italiana si è mostrata unita ai comuni interessi di una politica estera estranea ai principi e alla legalità internazionale sui diritti dell'uomo.


Ma il Paese non deve sapere che esistono gli “stranieri radicali”, stranieri al Regime sessantennale, che anch'esso deve cadere, in nome dello stato di diritto e della nonviolenza.

AIUTACI CON UN CONTRIBUTO A DIFFONDERE QUESTO VIDEO SULLA RETE




Il trattato bipartisan

I Radicali denunciano da subito come il Trattato prevede di fatto un vero e proprio assegno in bianco dell’Italia alla Libia di 5 miliardi di dollari. Il deputato Radicale Matteo Mecacci deposita oltre seimila emendamenti sia in Commissione Esteri, sia in aula per evitare di “consegnare questo denaro a un regime totalitario che usa l’arma dell’immigrazione clandestina per ricattare il nostro paese e che non fornisce alcuna garanzia di rispetto delle norme internazionali in materia d’asilo e immigrazione”. Un vero e proprio ostruzionismo non aiutato dal gruppo del Pd. Il Trattato viene approvato con il favore anche del Partito Democratico.

Laurea honoris causa

Nel maggio 2009 il consiglio della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Sassari approva una proposta formale d'assegnare una laurea honoris causa in giurisprudenza al colonnello Gheddafi.


I Radicali si mobilitano con interrogazioni parlamentari e un appello firmato da 1357 professori e ricercatori universitari. In una conferenza stampa i Radicali parlano di "HoRRoris causa in Diritto per un sanguinario alleato bipartisan" e  denunciano “le vere cause della resistibile ascesa di Gheddafi”. La decisione viene sospesa.

 



 

16:54 Scritto da: sciasciano in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: costruire il partito della democrazia e dei diritti umani, prnt | | |  Facebook

18/02/2011

Autorità e individuo

 

In questi giorni mi sono appassionato a leggere il saggio "Autorità e individuo" di Bertrand Russel, opera che definirei illuminante sulle dinamiche sociali, politiche ed economiche. L'autore pone in contrapposizione due aspetti della natura umana, la tendenza alla cooperazione sociale che necessita in una società complessa l'autorità di un governo, con la libertà individuale motore propulsivo dell'attività umana. Russel porta avanti la sua analisi non basandosi su riferimenti astratti, bensì basandosi sulla storia, e ricostruisce le vicende umane all'interno della contrapposizione autorità e individuo, evidenziando che  la tendenza autoritaria sia sempre più cresciuta con l'avanzare della scienza e della tecnica, prova ne è la nascita degli stati nazionali, mentre le libertà individuali sono state sempre più ristrette, anche se, con lo sviluppo del potere statuale si nota una tendenza crescente al culto della libertà.

La democrazia non è altro che l'estrinsecazione moderna del desiderio dell'uomo di ritrovare lo spazio di manifestazione della libertà individuale all'interno di uno stato che esercita la sua autorità con tecniche sempre più precise e penetranti la sfera individuale. Pertanto Russel lungi dall'essere considerato un liberale di formazione classica, si annovera a mio modesto parere, all'interno di quei liberali di formazione "democratica", che affiancano alla teoria della libertà individuale, unica forza vitale dello sviluppo umano, una teoria dell'eguaglianza delle opportunità. Eguaglianza che definirei sorella minore della libertà, perché come afferma Russel "C'è un'eguaglianza dove tutti sono schiavi, come là dove tutti sono liberi. Questo dimostra che l'eguaglianza, di per se stessa, non basta a fare una buona società".

Compito del governo è perseguire i tre scopi primari, la sicurezza nel senso della protezione della vita e delle proprietà, la conservazione come cura delle risorse naturali del mondo e poi la giustizia. A tal proposito mi preme sottolineare come la contrapposizione tra autorità e individuo si estrinseca anche nell'amministrazione della giustizia, specialmente la giustizia economica, che è strumento del governo per raggiungere il fine della coesione sociale. Per Russel, lontanissimo da concezioni anarchiche, "Il dovere verso il mio prossimo, perlomeno in quel modo che il mio prossimo lo concepisce, può non essere tutto quanto il mio dovere. Se ho la profonda convinzione di coscienza di dover agire in una maniera che è condannata dall'autorità governativa, il mio dovere è di seguire quella convinzione. E, reciprocamente, la società ha il dovere di consentirmi la libertà di seguire le mie convinzioni, se non quando vi siano ragioni fortissime per trattenermene".

Per Russel "il risultato fondamentale da perseguire è di estendere il più possibile l'organizzazione democratica, non solo nei rapporti politici, ma altresì al livello economico- sociale, se si vuole, che un numero sempre maggiore di individui, e al limite tutti possano disporre di concreti e crescenti spazi di libertà: che significa in prospettiva di sforzarci di raggiungere un minimo di felicità generale".

Carmelo Francesco Lo Verde

 

 

 

10:58 Scritto da: sciasciano in Libri | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: bertrand russel, autorità e individuo | | |  Facebook